tontolina
Forumer storico
da Decreto sviluppo 2011: sul condono fiscale arriva altolà della Corte dei Conti | Investire Oggi | Investireoggi.it
Decreto sviluppo 2011: sul condono fiscale arriva altolà della Corte dei Conti
Condono fiscale: a che punto siamo?
Condoni in Italia – Per quanto riguarda i condoni, il cantiere è ancora aperto. I dati Istat hanno evidenziato come i condoni effettuati in Italia abbiano prodotto un incasso per l’erario di oltre 62 miliardi di euro solo negli ultimi 30 anni. In totale i condoni effettuati solo nel nostro secolo sono stati 58 e, facendo un breve calcolo, si scopre come questi abbiano garantito un introito di oltre 2,1 miliardi di euro l’anno con punte nel 2003 quando una sanatoria definita “totale” permise di incassare oltre 17 miliardi di euro.
Condono Berlusconi – Tuttavia per quello che sarebbe il terzo condono dei governi guidati dall’attuale premier Berlusconi vi sono diversi ostacoli all’attuazione. In primis Bankitalia che ha già dichiarato prudenza in merito alla possibile attuazione di nuove sanatorie. In particolare sono stati evidenziati gli effetti discorsivi che un condono ha nel corretto rapporto fisco contribuente. A riprova di ciò il fatto che nonostante i numerosi condoni l’evasione fiscale in Italia ha continuato ad aumentare ( il messaggio è stato quindi che tutto era lecito visto che prima o poi un condono avrebbe premesso di riparare ai torti commessi).
Il no della Corte dei Conti e dei dottori commercialisti – Sulla stessa linea anche la Corte dei Conti che ha rimarcato il ruolo del condono nel rendere inefficaci i vari sforzi nella lotta all’evasione. Al coro di no si associano anche i commercialisti ribadendo che i condono generano sì degli incassi una tantum ma minano alla base il rapporto che vi è tra l’amministrazione finanziaria ed i contribuenti.
Il parere di chiesa e sindacati – Infine anche il clero ed i sindacati si aggiungono al partito dei contrari ai condoni. I vescovi infatti giudicano inopportuno un condono in questo periodo in quanto andrebbe ancora di più ad intaccare la credibilità del nostro paese, circostanza che avrebbe pesanti situazioni economiche visto anche che potrebbe incidere con una caduta del rating, come già avvenuto nel passato. I sindacati invece si allineano a quanto detto dalla corte dei conti in merito: i condoni possono generare incassi provvisori, ma il messaggio dato è quello di rendere vani gli sforzi compiuti in materia di evasione.
Decreto sviluppo 2011: sul condono fiscale arriva altolà della Corte dei Conti
Condono fiscale: a che punto siamo?
Condoni in Italia – Per quanto riguarda i condoni, il cantiere è ancora aperto. I dati Istat hanno evidenziato come i condoni effettuati in Italia abbiano prodotto un incasso per l’erario di oltre 62 miliardi di euro solo negli ultimi 30 anni. In totale i condoni effettuati solo nel nostro secolo sono stati 58 e, facendo un breve calcolo, si scopre come questi abbiano garantito un introito di oltre 2,1 miliardi di euro l’anno con punte nel 2003 quando una sanatoria definita “totale” permise di incassare oltre 17 miliardi di euro.
Condono Berlusconi – Tuttavia per quello che sarebbe il terzo condono dei governi guidati dall’attuale premier Berlusconi vi sono diversi ostacoli all’attuazione. In primis Bankitalia che ha già dichiarato prudenza in merito alla possibile attuazione di nuove sanatorie. In particolare sono stati evidenziati gli effetti discorsivi che un condono ha nel corretto rapporto fisco contribuente. A riprova di ciò il fatto che nonostante i numerosi condoni l’evasione fiscale in Italia ha continuato ad aumentare ( il messaggio è stato quindi che tutto era lecito visto che prima o poi un condono avrebbe premesso di riparare ai torti commessi).
Il no della Corte dei Conti e dei dottori commercialisti – Sulla stessa linea anche la Corte dei Conti che ha rimarcato il ruolo del condono nel rendere inefficaci i vari sforzi nella lotta all’evasione. Al coro di no si associano anche i commercialisti ribadendo che i condono generano sì degli incassi una tantum ma minano alla base il rapporto che vi è tra l’amministrazione finanziaria ed i contribuenti.
Il parere di chiesa e sindacati – Infine anche il clero ed i sindacati si aggiungono al partito dei contrari ai condoni. I vescovi infatti giudicano inopportuno un condono in questo periodo in quanto andrebbe ancora di più ad intaccare la credibilità del nostro paese, circostanza che avrebbe pesanti situazioni economiche visto anche che potrebbe incidere con una caduta del rating, come già avvenuto nel passato. I sindacati invece si allineano a quanto detto dalla corte dei conti in merito: i condoni possono generare incassi provvisori, ma il messaggio dato è quello di rendere vani gli sforzi compiuti in materia di evasione.