In pensione a 63,5 anni, bastano anche 28 anni di contributi ma pochi lo sanno

Ape sociale con 24 mesi di contributi in meno, ecco come prendere la pensione a 63,5 anni già con 28 anni di contributi.
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In pensione a 63,5 anni, bastano anche 28 anni di contributi ma pochi lo sanno
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Invalidi, disoccupati e caregiver, o anche addetti ai lavori gravosi. Sono queste le categorie che possono andare in pensione anche nel 2025 con l’Anticipo Pensionistico sociale. Tradotto in termini pratici, significa pensione a 63,5 anni di età. Sull’Ape sociale, però, si applicano alcune condizioni che molti ignorano. Tutti, infatti, sanno che si può andare in pensione a 63,5 anni, ma pochi sanno che in alcune circostanze bastano 28 anni di versamenti.

Ape sociale, i requisiti generali categoria per categoria

Come anticipato, per l’Ape sociale ci sono requisiti da rispettare, tra i quali quello anagrafico e quello contributivo. Il primo è sempre lo stesso, ossia 63,5 anni di età.

Questa è l’età minima per poter rientrare nell’Ape sociale nel 2025. La misura, però, si rivolge a determinate categorie.

Infatti, non tutti possono avere accesso all’Ape sociale: bisogna essere alternativamente caregiver, disoccupati, invalidi oppure addetti ai lavori gravosi. Si tratta di categorie ben definite, di cui le prime tre necessitano di almeno 30 anni di versamenti contributivi. Per la quarta, ovvero i lavori gravosi, ne servono 36.

Pensione a 63,5 anni con l’Ape sociale, ecco come rispettare le condizioni previste in base alla categoria di appartenenza

Età e contributi sono i requisiti noti a tutti per quanto concerne l’Ape sociale. Tuttavia, a ogni categoria si applicano condizionalità aggiuntive. Parliamo di requisiti specifici che variano a seconda della categoria tra le 4 destinatarie dell’Ape sociale.

Per esempio, l’invalido deve essere riconosciuto tale dalle competenti commissioni mediche invalidi civili delle ASL e dell’INPS, in misura non inferiore al 74%.

Chi è un caregiver, invece, perché assiste un parente disabile grave e titolare dei benefici della Legge 104 (attribuiti dalla stessa commissione medica), deve rispettare il requisito della convivenza per almeno 6 mesi con il disabile.

Quest’ultimo può essere il coniuge o un qualsiasi parente di primo grado, oppure un parente o affine fino al secondo grado, ma solo se l’invalido risulta privo di coniugi o parenti di primo grado, oppure se questi ultimi sono anziani o invalidi.

La convivenza significa vivere nello stesso immobile, con il medesimo numero civico. Nei casi di condominio, è ammesso che vi siano interni diversi purché sempre allo stesso civico. Il disoccupato, invece, deve aver percepito interamente tutta la Naspi spettante e deve aver interrotto il lavoro per licenziamento individuale, licenziamento collettivo, mancato superamento del periodo di prova, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale o cessazione dell’attività aziendale.

Per interruzioni di un rapporto di lavoro a tempo determinato, occorrono almeno 18 mesi di assunzione negli ultimi 36 mesi. Gli addetti ai lavori gravosi, invece, devono aver svolto tali attività per 7 degli ultimi 10 anni o per 6 degli ultimi 7 anni.

Per le donne agevolazioni sui contributi per la pensione a 63,5 anni di età

Servono 30 anni di versamenti per caregiver, invalidi e disoccupati. Ne servono invece 36 per gli addetti alle mansioni gravose. Questi sono i requisiti contributivi generali da rispettare. Tuttavia, c’è chi può accedere anche con un taglio di 12 o 24 mesi rispetto a tali soglie.

Infatti, se la potenziale richiedente dell’Ape sociale è una donna, può scontare 12 mesi di contributi a figlio, fino a un massimo di 24 mesi (se i figli sono due o più), sulla contribuzione richiesta.

Pertanto, un’addetta ai lavori gravosi può andare in pensione con l’Ape sociale con 35 anni di contributi anziché 36, se ha avuto un figlio. Se ha 2 o più figli, 34 anni sono sufficienti. Allo stesso modo, per invalide, caregiver e disoccupate, invece dei soliti 30 anni, ne bastano 28 (in caso di due o più figli) o 29 (se c’è un solo figlio).

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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