Le pensioni nel 2022 aumentano con il taglio IRPEF, ecco come cambiano gli assegni INPS

Le pensioni nel 2022 aumentano non solo con la rivalutazione fissata dal Governo all'1,7% annuo lordo provvisorio. Così come è riportato in questo articolo. Ma anche grazie al taglio IRPEF. Tutte le info.
3 anni fa
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Le pensioni nel 2022 aumentano non solo con la rivalutazione che è stata fissata dal Governo italiano all’1,7% annuo lordo provvisorio. Così come è riportato in questo articolo. Ma anche grazie al taglio dell’IRPEF. Visto che con la legge di Bilancio per il corrente anno è già in vigore la riduzione degli scaglioni IRPEF. Che scendono da 5 a 4. Vediamo allora, nel dettaglio, come cambiano gli assegni INPS. In accordo con i calcoli che sono stati effettuati e riportati da IlGiornale.it.

Le pensioni nel 2022 aumentano con il taglio IRPEF, ecco come cambiano gli assegni INPS

Nel dettaglio, in base alle fasce di reddito, le pensioni nel 2022, fino a 8.500 euro, aumentano grazie alla detrazione IRPEF che passa dai 1.880 euro del 2021 ai 1.955 euro del 2022.

Mentre si attesta a 700 euro la detrazione IRPEF per gli importi degli assegni INPS che sono compresi tra 8.500 euro e 28.000 euro.

Le pensioni nel 2022 aumentano di meno con il taglio IRPEF, secondo la logica della progressività, all’aumentare dell’importo. Tra i 28mila e i 50mila euro, infatti, la detrazione parte da 700 euro e poi tende a decrescere fino ad azzerarsi. Per esempio, per i redditi da pensione che sono compresi tra i 25.000 ed i 29.0000 euro, riporta altresì IlGiornale.it, l’aumento della detrazione rispetto al 2021 è di soli 50 euro.

Ecco come cambiano gli assegni INPS.anche con la rivalutazione

Chiarito come le pensioni nel 2022 aumentano con il taglio dell’IRPEF, ricordiamo anche che gli assegni INPS quest’anno aumentano grazie anche alla rivalutazione. Come sopra accennato. Precisamente, fino a 4 volte il trattamento minimo, la rivalutazione è piena. Ovverosia all’1,7% lordo. Rivalutazione al 90% dell’1,75% per le pensioni di importo da 4 a 5 volte il trattamento minimo. E la rivalutazione 75% dell’1,7% per i trattamenti oltre 5 volte il minimo.

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