Oggi è attiva la possibilità di presentare domanda per riaprire i termini della rottamazione quater per il condono delle cartelle esattoriali. Chi non ha pagato una rata del precedente piano ed è decaduto dal beneficio della rottamazione, ora può presentare una nuova domanda per tornare a godere dei vantaggi previsti.
Nel frattempo, è stata presentata una proposta di legge della Lega per introdurre una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali, denominata rottamazione quinquies. Tuttavia, dalle ultime audizioni parlamentari da parte degli organismi competenti – come l’Agenzia delle Entrate, l’Ufficio Parlamentare di Bilancio e il Dipartimento delle Finanze – è emerso un dato che anche i non addetti ai lavori avevano ormai intuito: le rottamazioni delle cartelle non risolvono il problema.
Ed è proprio da qui che nasce l’idea di un vero condono tombale, ben più incisivo di una nuova rottamazione.
Al posto della rottamazione quinquies, un condono tombale su molte cartelle esattoriali
La rottamazione delle cartelle esattoriali è un provvedimento che segue una logica precisa. Ci sono contribuenti con cartelle da pagare che non lo fanno? Allora, tramite la rottamazione, si offre loro la possibilità di ottenere sconti significativi (in genere la cancellazione delle sanzioni per ritardata iscrizione a ruolo, degli interessi di mora e dei diritti di riscossione del concessionario) e di pagare il debito ridotto in comode rate pluriennali.
Lo scopo è incentivare anche chi ha difficoltà – reali o percepite, oppure semplicemente non è ligio agli obblighi fiscali – a saldare il debito, anche se in forma ridotta e dilazionata. Questo approccio torna comunque utile allo Stato: meglio incassare qualcosa, anche nel tempo, piuttosto che nulla. Del resto, il magazzino crediti dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione è colossale e cresce ogni anno.
Un problema strutturale, che rivela una crisi economica persistente e un numero crescente di contribuenti in difficoltà. Ma anche l’evidenza che i provvedimenti di rottamazione non funzionano come dovrebbero.
Rottamazione, saldo e stralcio, condono cartelle esattoriali: ecco perché le soluzioni non mancano
La rottamazione resta uno strumento utile: permette di pagare di meno e a rate. Tuttavia, spesso le rate sono troppo elevate per chi ha debiti consistenti. Molti aderiscono alle definizioni agevolate solo per guadagnare tempo, visto che l’adesione sospende le procedure di riscossione coattiva.
E poco importa se poi non si riesce nemmeno a pagare la prima rata: tanto si confida che l’anno successivo arriverà una nuova rottamazione. Anzi, a volte è proprio l’annuncio di un nuovo provvedimento, magari più vantaggioso, a spingere chi ha già aderito a non onorare il vecchio piano per poter rientrare nel nuovo.
Un circolo vizioso, un gatto che si morde la coda: ecco cos’è diventata la rottamazione delle cartelle. Se avesse funzionato, il magazzino crediti dell’Agenzia si sarebbe ridotto sensibilmente. Invece, oggi si parla di una rottamazione quinquies, il quinto provvedimento in pochi anni, a conferma dell’urgenza di una soluzione strutturale.
Troppo oneroso il magazzino degli insoluti dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione
Da qui emerge un’evidenza chiara: più che rottamazioni e sanatorie, servirebbe un vero condono tombale, almeno per le cartelle più difficili da riscuotere.
In particolare, per le cosiddette mini-cartelle, dove il costo delle procedure di incasso supera il valore del recupero.
Se la rottamazione consente sconti e rateizzazioni, e se strumenti come il saldo e stralcio permettono il pagamento con forti riduzioni in unica soluzione, il condono tombale agisce in modo radicale: cancella del tutto il debito, senza pagamento.
Il debito sparisce, viene cancellato dal magazzino degli insoluti, e l’Agenzia non deve più gestirlo.
Si parla di 500 miliardi di euro di cartelle potenzialmente coinvolte in un condono tombale. Al 31 gennaio 2025, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione aveva 1.272,90 miliardi di euro da riscuotere, distribuiti su 290 milioni di cartelle. Eppure, le quattro rottamazioni finora realizzate hanno recuperato solo 34 miliardi di euro.
Un risultato deludente, che conferma i limiti strutturali delle rottamazioni e la necessità di cambiare strategia.
Altro che rottamazione delle cartelle: ecco la soluzione del condono tombale
Dalla prima rottamazione (varata dal governo Renzi), è decaduto oltre il 50% dei contribuenti aderenti. Un tasso di decadenza che è aumentato con i provvedimenti successivi: 68% per la seconda rottamazione, 70% per la terza, mentre la quater, tuttora attiva e oggetto di riapertura, ha già un tasso di decadenza del 49%. E siamo solo all’inizio: restano da pagare ancora 11 delle 18 rate previste.
Il tema del condono è entrato nel dibattito parlamentare anche grazie all’audizione dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio del 26 marzo. Dai dati emersi, su 1.200 miliardi di euro di cartelle, solo 100 miliardi sono potenzialmente recuperabili.
Molte cartelle risultano intestate a contribuenti deceduti, ditte cessate o soggetti nullatenenti. In altri casi si tratta di importi minimi, per i quali l’incasso risulterebbe antieconomico, considerando i costi di notifica e di gestione degli atti esecutivi.
Inoltre, si tratta di somme il cui mancato incasso non impatterebbe in modo significativo sui conti pubblici.
Meglio condono totale max3o5 milla perché varie attività chiuse per questo debito (varie aziende danno lavoro per molte famiglia iil governo salvando l’azienda significa salvare varie famiglia della povertà
Bene! Ergo oggi Colui che non possiede nulla non potrà essere ricco (forse) ma sicuramente vive più sereno di Colui che possiede dei beni. Però non vorrei che qualche “illuminato” e zelante politico cogitasse una legge che prevede interventi chirurgici su organi umani da imporre a chi non può pagare. Oggi ci si deve aspettare di tutto da questi signori…signori si fa per dire. Viva l’Italia…se ancora esiste…!
Infatti è già così, tramite FSE possono già sapere ad esempio chi ha fatto il siero del coso… così appena metti piede in ospedale, ti fanno la cartella…⚰️🤭🙏come è successo a mia madre, ma io vedo sempre la fortuna nella sfortuna, da un contenzioso per negligenze mediche e infermieristiche, arriveranno rimborsi 💶. Certo, non tornerà in vita mia madre, ma almeno sarà la mia soddisfazione contro un sistema. Perché 8 decessi su 10 avvengono sempre in strutture RSA o ospedali? Fino a qualche anno fa, i medici stessi dicevano ai familiari, portatevi il familiare a casa e vi fate le ultime settimane o giorni di vita insieme. Oggi invece ci devono fare i 💶 in tanti con i ⚰️, ambulanze private piuttosto che imprese funebri, e altri ancora che si aggirano nei reparti per adocchiare chi sta più di là che di qua’, magari soggetti anche del personale sanitario,ma che dietro un centone non si fanno scrupoli.La sanità in Italia è finita 5 anni fa.
Dimenticavo…i 100€ da pagare di mia madre ultraottanenne…stanno e resteranno all’agenzia delle entrate e riscossione… Quelli dei no VAX intendo. Provate a chiederli agli eredi nullatenenti 🤭💶🤦
Buongiorno basterebbe applicare il 10 per cento per chi ha debiti da 1 fino a 500mila euro, il 15 per i debiti oltre i 500mila, magari da suddividere il più rate entro 3 anni.
Quindi chi ha un debito di 100mila euro, deve rendere 10 mila.
Come detto nell’articolo meglio pochi(o meglio dire meno visto la tassazione moooolto alta) che la tasca vuota. Grazie
Cartelle esattoriali mai ricevute, mi ritrovo un debito di 75.000 euro per la vendita di un attività presso il notaio, comunicato tutto al commercialista questo non ha fatto nulla per comunicare ai vari enti la chiusura dell’attività. Era l 2003, nel 2015 un incapace dipendente dell’agenzia di riscossione si è presentato alla residenza dei miei genitori facendo firmare a mia madre una ingiunzione di pagamento, pur avendo il mio cellulare e la mia email, potevano comunque venire al mio indirizzo di residenza, perché tale cartella deve essere firmata dal titolare del contenzioso, non certo da un parente che abita in altra residenza. Fatto sta che mi ritrovo nel 2025 con tutti questi soldi da pagare e sono nulla tenente, non mi posso neanche permettere un avvocato perché non ho il denaro per fare ricorso. E sono passati 22 anni, ho difficoltà a trovare lavoro e quando riesco a lavorare e ho un credito irpef, come nel 2024 di 735 euro, si trattengono questa cifra come compensazione dei debiti pregressi. Questo è lo schifo di Paese in cui viviamo, vogliono soldi da chi non sa come mettere insieme pranzo e cena, invece ci sono evasori totali di milioni di euro, che grazie a prestanomi, a depositi all’estero, ecc, vanno in giro con la Ferrari. Vergognatevi carissimi parlamentari di questo governo liberticida ed infame, siete degli estorsori!