In caduta libera le azioni Ferrari nella mattinata di oggi. Quando sono passate le ore 10.00, perdono il 7,50% e scendono a 447,30 euro, ai minimi dal 10 febbraio scorso. Da inizio anno il bilancio rimane positivo di oltre il 9%. Un crollo che si spiega con l’annuncio di ieri sera di Exor, la holding della famiglia Agnelli/Elkann, sulla vendita del 4% del capitale nel Cavallino Rampante con una procedura di “accelerated bookbuilding” agli investitori istituzionali.
Exor resta primo azionista stabile
Dall’operazione Exor incasserà 3 miliardi, di cui 1 sarà destinato al buyback di azioni proprie e 2 per acquisti di altri asset. Ferrari ha contestualmente annunciato l’acquisto di proprie azioni per il 10% del pacchetto ceduto dalla società controllante, pari a 666.666 azioni e per un controvalore massimo di 300 milioni.
Dal canto suo, Exor si è impegnata a rispettare un periodo di lock-up di 360 giorni. In pratica, non venderà altre azioni Ferrari da qui ad un anno, a conferma dell’intenzione di rimanere investitore di lungo termine nella controllata.
Exor deteneva prima dell’annuncio il 24,84% delle azioni, corrispondenti al 36,7% dei diritti di voto in assemblea. Resterà di gran lunga primo azionista con il 20,8% e il 30% rispettivamente. Insieme a Piero Ferrari e al Trust Piero Ferrari, poi, continuerà a possedere poco meno del 50% del capitale con diritto di voto. La decisione è stata motivata con la necessità di diversificare il portafoglio. Il successo di Ferrari, si legge nel comunicato, ha fatto salire il peso del suo valore netto delle attività (NAV) dal 15% al 50% in pochi anni sul complesso degli asset detenuti dal fondo.
Vendita di Exor a sconto
Dunque, la cessione delle azioni Ferrari non sarebbe conseguenza della volontà della famiglia Elkann di uscire anche dalla Rossa, bensì della necessità di allentare l’eccessiva dipendenza da un unico asset. Nei giorni scorsi è circolata l’indiscrezione per la quale il gruppo Stellantis, di cui Exor è primo azionista, valuterebbe la dismissione di marchi storici come Alfa Romeo e Maserati.
Dunque, perché le azioni Ferrari stanno precipitando oggi in borsa? Pur in assenza di un disimpegno da parte di Exor, stiamo pur sempre parlando di una cessione del 4% capitale. E l’operazione è avvenuta a prezzi intorno ai 450 euro per azione, ben sotto i 483,10 euro della chiusura di ieri a Piazza Affari. Lo sconto applicato è servito ad attirare investitori, ma allo stesso tempo ha provocato un tonfo del titolo alla riapertura delle negoziazioni di questa mattina.
Azioni Ferrari, fondamentali solidi
Le azioni Ferrari restano appetibili per via dei solidi fondamentali. La società ha chiuso il 2024 con ricavi netti per 6,68 miliardi (+11,8%, ma +13,4% a cambi costanti) e un margine operativo lordo di 2,56 miliardi (+12%). Boom del 21% per l’utile netto a 1,53 miliardi. Per quest’anno sono attesi ricavi sopra i 7 miliardi. Relativamente basso il dividendo che sarà staccato il prossimo 22 aprile: 2,986 euro per ciascuna azione ordinaria. Alle attuali quotazioni di mercato, il rendimento lordo si attesterebbe allo 0,6675%.