L’installazione di una porta blindata rappresenta un investimento rilevante non solo in termini di sicurezza, ma anche sotto il profilo fiscale. Chi decide di intervenire sull’immobile per migliorarne la protezione contro eventuali intrusioni può infatti beneficiare di una detrazione fiscale, riconosciuta nell’ambito delle agevolazioni per la sicurezza domestica.
Tuttavia, le condizioni e le percentuali di sgravio variano in base all’anno in cui viene sostenuta la spesa e alla destinazione d’uso dell’immobile. Analizziamo nel dettaglio come funziona la detrazione porta blindata, a quanto può arrivare e quali requisiti è necessario rispettare.
Interventi ammessi e normativa di riferimento
L’installazione di una porta blindata o rinforzata rientra tra gli interventi riconosciuti dalla normativa fiscale italiana come misure per la sicurezza delle abitazioni.
Secondo quanto previsto dall’art. 16-bis, comma 1, lettera f) del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), sono ammissibili le spese sostenute per lavori finalizzati alla prevenzione di atti illeciti, come furti, aggressioni, sequestri di persona e in generale intrusioni non autorizzate.
Rientrano in questo ambito non solo le porte blindate, ma anche grate, inferriate, serrature di sicurezza, sistemi di allarme e altri dispositivi destinati a rafforzare la protezione dell’immobile. L’installazione può riguardare sia immobili residenziali singoli che parti comuni condominiali.
Detrazione porta blindata: percentuali e limiti di spesa
A seguito delle novità bonus ristrutturazione previste dalla manovra di bilancio 2025, la misura dell’agevolazione fiscale varia in base all’anno in cui viene sostenuto il costo dell’intervento. Per il 2025, il sistema prevede una doppia percentuale a seconda che l’abitazione sia principale o meno:
- 50% di detrazione per gli interventi eseguiti su immobili adibiti ad abitazione principale;
- 36% di detrazione per le seconde case.
Il beneficio si applica su una spesa massima ammissibile di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare. Ciò significa che, nel caso massimo, lo sconto fiscale può raggiungere fino a 48.000 euro se l’intervento è realizzato sulla prima casa.
Per quanto riguarda il 2026 e il 2027, le condizioni si modificano leggermente, con una riduzione delle aliquote detraibili:
- 36% per le abitazioni principali;
- 30% per seconde case.
A partire dal 2028, il beneficio fiscale si uniforma e prevede una detrazione unica pari al 30%, senza più differenziazioni legate alla destinazione d’uso dell’immobile, su un tetto massimo di 48.000 euro.
Modalità di fruizione del beneficio fiscale
La detrazione porta blindata può essere fruita attraverso la dichiarazione dei redditi. È quindi necessario presentare il modello 730. O, in alternativa, il modello Redditi Persone Fisiche. Il recupero dell’importo spettante avviene in forma rateale: l’intera somma va suddivisa in 10 quote annuali di pari importo, che vengono detratte dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF).
Ad esempio, se viene sostenuta nel 2025 una spesa di 10.000 euro per l’installazione di una porta blindata nella propria abitazione principale, il contribuente ha diritto a una detrazione di 5.000 euro (50%), ripartita in dieci rate annuali da 500 euro ciascuna.
Condizioni da rispettare per la detrazione porta blindata
Per beneficiare dello sgravio fiscale, è necessario che la spesa sia tracciabile e conforme ai criteri imposti dall’Agenzia delle Entrate.
In particolare, è richiesto l’utilizzo del cosiddetto bonifico parlante, un tipo di pagamento che deve contenere specifiche indicazioni:
- causale del versamento (riferimento normativo alla detrazione per interventi edilizi);
- codice fiscale del beneficiario della detrazione;
- partita IVA o codice fiscale dell’impresa che esegue i lavori.
Senza il rispetto di questi requisiti, l’agevolazione fiscale non può essere riconosciuta. È dunque fondamentale prestare attenzione alla fase di pagamento e alla corretta documentazione delle spese.
Riassumendo
- La porta blindata è detraibile come intervento per la sicurezza dell’immobile.
- Nel 2025 la detrazione è del 50% per prime case, 36% per altre.
- Dal 2026 le aliquote calano: 36% per prime case, 30% per le seconde.
- Dal 2028 detrazione unica del 30% senza distinzioni tra immobili.
- La detrazione si ottiene con dichiarazione dei redditi, suddivisa in 10 anni.
- Pagamento obbligatorio tramite bonifico parlante con dati fiscali corretti.