Ben peggiore delle previsioni il dato sull’inflazione italiana a marzo. La crescita dei prezzi al consumo è salita al 2% su base annuale e dello 0,4% mensile. Era all’1,6% a febbraio, registrando una crescita mensile dello 0,2%. Si tratta del valore più alto dal settembre del 2023 e della quinta accelerazione in sei mesi. Unica eccezione si ebbe tra novembre e dicembre, quando il dato annuale rimase stabile. Un trend che rende più probabile una nuova emissione del bond indicizzato da parte del Tesoro. La precedente risale ormai a due anni fa.
Si riduce gap con resto d’Eurozona
L’inflazione italiana a marzo conferma l’inversione di tendenza rispetto all’andamento dei prezzi al consumo nell’ultimo anno e mezzo.
Avevamo registrato una fase calante grazie al crollo dei prezzi dell’energia. Con la loro risalita negli ultimi mesi, il vantaggio rispetto al resto dell’Eurozona è andato riducendosi. Resta da vedere quale sarà il dato dell’area nel mese corrente. A febbraio fu del 2,3%, +0,7% sull’Italia. Ma pensate che un anno fa, a fronte del nostro 0,8%, l’area segnava il 2,4%, segnalando un gap a nostro favore dell’1,6%.
L’inflazione programmata dal governo italiano per il 2025 è dell’1,8%. Dopo la stima preliminare dell’ISTAT sull’inflazione italiana a marzo, il dato acquisito per l’intero anno sale all’1,4%. Per quanto in ripresa, resta inferiore alla previsione ufficiale. Significa che dovremmo attenderci ulteriori aumenti per i prezzi al consumo di mese in mese. E questo rende probabilmente necessario emettere al più presto un nuovo bond indicizzato, così da offrire ai risparmiatori l’opportunità di investire a lungo termine contro il carovita.
Inflazione italiana a marzo sostiene emissione bond indicizzato
Guardando ai BTp Italia disponibili sul mercato, all’appello mancherebbe la scadenza a 8 anni. Dunque, il prossimo bond indicizzato sarebbe rimborsato nel 2033. Consentirebbe alle famiglie anche di farsi un’idea immediata delle aspettative d’inflazione per un periodo superiore ai 5 anni attuali. Dopo il successo del BTp Più a febbraio, dovremmo attenderci un annuncio per la tarda primavera. A meno che il Tesoro non voglia puntare nuovamente per l’immediato sulle emissioni retail con cedola fissa crescente.
A seguito del dato sull’inflazione italiana a marzo, l’ultima cedola del BTp Italia maggio 2025 dovrà essere rivista al rialzo rispetto alla nostra previsione di pochi giorni addietro. L’interesse corrisposto è legato, infatti, all’indice FOI in data 26 marzo. E lo stesso dicasi per il BTp Italia maggio 2026, che fa riferimento al valore assunto dall’indice il 21 marzo.
giuseppe.timpone@investireoggi.it