ISEE da aggiornare, dal 3 aprile via libera, ma come si fa e quanto costa?

Dal 3 aprile via al nuovo ISEE senza titoli di Stato, buoni fruttiferi e libretti, aggiornamento possibile, ma quanto costa?
3 giorni fa
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Novità ISEE 2025 al via dal 3 aprile
Foto © Pixabay

Dal 3 aprile via libera alla novità che promette di fare felici molte famiglie che sono alla ricerca di una soluzione per prendere bonus, prestazioni assistenziali e agevolazioni grazie all’ISEE. Proprio la modifica dell’ISEE introdotta dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri a far data dal 5 marzo 2025, entra in vigore adesso. Parliamo della novità che tira fuori dal calcolo dell’ISEE i soldi che un nucleo familiare ha alle poste o in banca e che riguardano i buoni fruttiferi, i libretti postali e i titoli di Stato. Eliminando una parte delle dotazioni patrimoniali, e fino a massimo 50.000 euro a nucleo familiare, per le famiglie si potrebbe arrivare ad abbassare l’ISEE in modo tale da rientrare più facilmente in alcuni bonus e in alcune agevolazioni che prima della modifica non potevano essere sfruttate.

 

ISEE da aggiornare, dal 3 aprile via libera, ma come si fa e quanto costa?

Dall’ISEE adesso possono essere eliminati alcuni risparmi delle famiglie. Parliamo nel dettaglio di:

Rapporti di conto deposito titoli e obbligazioni;
Conti deposito a risparmio libero o vincolato in Poste Italiane, cioè i libretti di risparmio;
Certificati di deposito e buoni fruttiferi in Poste Italiane.

Come si evince, si tratta dei risparmi a garanzia dello Stato. E fino a 50.000 euro a famiglia adesso possono essere eliminati dal calcolo dell’ISEE. Quante famiglie hanno figli piccoli con buoni a loro intestati? Quante famiglie hanno libretti di risparmio postale a nome di uno o più loro componenti? Sono sicuramente tante le famiglie in queste condizioni. Famiglie che adesso possono presentare la DSU per avere l’ISEE in corso di validità che si può ottenere con la versione precompilata direttamente nell’area riservata del sito dell’INPS.

Una versione che adesso che c’è la nuova DSU che l’INPS ha aggiornato, non avrà al suo interno queste dotazioni del patrimonio mobiliare adesso escluse.

ISEE senza titoli di Stato, buoni e libretti, dal 3 aprile nuova DSU possibile

I titoli di stato come lo sono i buoni fruttiferi postali o i libretti di risparmio postale non incideranno più nel calcolo dell’ISEE. Questa è la novità di cui abbiamo parlato già diverse volte. Adesso l’INPS ha messo a disposizione degli interessati il nuovo modello DSU. Prima abbiamo detto che sarà praticamente automatico il fatto che l’INPS eliminerà questi titoli di Stato e simili, dalla DSU precompilata. Anche i CAF e i professionisti, a cui molte famiglie si rivolgono, troveranno questa novità nella DSU. Zero problemi a chi presenta la dichiarazione adesso per la prima volta nel 2025. Ricordiamo che nel calcolo dell’ISEE il patrimonio mobiliare incide in misura pari al 20% del suo intero valore. Evidente che in base alle dotazioni che adesso vengono escluse, l’abbassarsi dell’ISEE può essere fondamentale.

Come sistemare la DSU adesso, ecco la guida

Diverso il caso di chi invece l’ISEE lo ha già in corso di validità perché fatto in questi primi mesi del 2025.

In questo caso l’attestazione è perfettamente valida. E dura fino al 31 dicembre 2025. Ma chi ha interesse a ridurre l’ISEE grazie alla novità adesso deve rifare la DSU. Utilizzando la franchigia da 50.000 euro. Cioè, se ha più di 50.000 euro in libretti, buoni e simili, dovrà abbattere il loro valore fino a massimo 50.000 euro. Se le dotazioni sono inferiori, allora non vanno inserite proprio. La questione della nuova DSU per chi si rivolge ai CAF però apre ad un altro aspetto. La seconda DSU non è gratis. Perché mentre per gli ISEE i CAF sono in convenzione con lo Stato che fornisce un contributo ai Centri di Assistenza Fiscale, per le seconde DSU gli stessi centri si fanno pagare. E pare che sia pari a 25 euro in media l’entità dell’esborso. Per evitare di versare questo corrispettivo, la soluzione del fai da te con accesso all’area riservata dell’INPS con SPID, CIE o CNS è l’unica strada.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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