La scorsa settimana ha visto il ritorno sul mercato obbligazionario di Amco, che ha emesso un nuovo bond unsecured per l’importo di 600 milioni di euro. Alte le richieste degli investitori in fase di collocamento: oltre 1,6 miliardi, pari a 2,6 volte l’offerta. Dell’operazione si sono occupate Credit Agricole, Deutsche Bank, Goldman Sachs, Mediobanca, Santander e Unicredit in qualità di Joint Lead Managers.
Condizioni all’emissione
Il nuovo bond di Amco ha scadenza in data 1 aprile 2030 e sarà regolato l’1 aprile prossimo, per cui presenta una durata iniziale di 5 anni. La cedola lorda annuale è stata fissata al 3,25% e il prezzo di emissione è stato leggermente sotto la pari a 99,447 centesimi.
Facendo un rapido calcolo, troviamo che il rendimento iniziale è del 3,38%. Esso si rivela a premio dello 0,40% sul BTp a 5 anni, in restringimento di una ventina di punti base rispetto alle stime iniziali. Attesi rating BBB per S&P e Fitch, in linea con i rispettivi giudizi sovrani.
Ed è naturale il confronto con i titoli di stato, visto che i bond Amco sono debito emesso da una società pubblica. Infatti, essa è controllata dal Tesoro. Si occupa di gestire i crediti deteriorati delle banche, noti anche come NPL o Non Performing Loans. E’ stata attiva in questi anni, ad esempio, nel caso di Monte Paschi di Siena, consentendo a quest’ultima di ridurre la mole dei prestiti a rischio.
Verso riacquisto di obbligazioni proprie
Il nuovo bond di Amco è un’operazione di “liability management”, cioè di gestione attiva del debito. Infatti, i ricavi saranno utilizzati per il riacquisto di un’altra obbligazione con scadenza 17 luglio 2027 e cedola 2,25% (ISIN: XS2206379567).
Questo titolo trattava sul mercato secondario a 96,90 centesimi al termine di questa settimana, in caduta dai 98,61 centesimi di inizio mese. L’obiettivo della società consiste nell’allungare la durata media del proprio debito, pur pagando una cedola più alta.
Bond Amco esposti a congiuntura economica
Tornando al confronto con il BTp, il bond di Amco appena emesso offre solo apparentemente un premio dello 0,40%. I suoi rendimenti sono soggetti alla stessa imposizione fiscale che grava sulle obbligazioni private, cioè del 26%. Invece, i titoli di stato vantano un’aliquota di favore del 12,50%. Ciò comporta che il rendimento netto del bond del Tesoro risulta appena inferiore a quello della nuova emissione. Pur essendo una società controllata dallo stato, Amco è formalmente un soggetto privato. Sebbene il Tesoro difficilmente ne permetterebbe il fallimento in casi di eventi estremi avversi, bisogna considerare che il business degli NPL è fortemente a rischio nelle fasi di crisi dell’economia. Ciò avrebbe ripercussioni negative sui conti dell’emittente e, verosimilmente, sui prezzi dei suoi titoli del debito.
giuseppe.timpone@investireoggi.it