Brutte notizie, appassionati di viaggi, i prezzi dei voli stanno continuando a salire, e non si tratta di una tendenza passeggera. Secondo l’analisi pubblicate dagli esperti, nei prossimi mesi potremmo assistere a un aumento costante delle tariffe aeree, spinto da una serie di fattori strutturali e contingenti. Si tratta di dinamiche che colpiscono sia le compagnie che i passeggeri, con impatti sul breve e sul lungo periodo. Vediamo cosa sta succedendo e perché volare sta diventando un lusso.
La domanda cresce, ma gli aerei non bastano
Nel 2025, si prevede che saranno oltre 5,2 miliardi i passeggeri che voleranno in tutto il mondo.
Un numero da record, che supera quello registrato nel 2024. Ma a fronte di una domanda così alta, l’offerta non riesce a tenere il passo. Le aziende produttrici di aeromobili come Boeing e Airbus non riescono a consegnare nuovi aerei in tempi brevi, per via di ritardi nella catena di produzione e carenze di materiali.
Il risultato è che le compagnie devono fare affidamento su aerei già in flotta, spesso datati, sottoposti a un utilizzo sempre più intensivo. Questo comporta un aumento delle operazioni di manutenzione, con costi extra che si riflettono direttamente sul prezzo del biglietto. Più passeggeri e meno aerei significa voli più pieni e più cari.
Un altro elemento che spinge in alto le tariffe riguarda la carenza di personale qualificato nel settore aeronautico. Il pensionamento dei baby boomer ha svuotato molti ruoli tecnici e gestionali, lasciando spazio a una nuova generazione di lavoratori meno esperti. Negli Stati Uniti, ad esempio, l’età media dei tecnici è scesa di cinque anni dal 2018, ma un quarto di loro ha meno di cinque anni di esperienza.
La conseguenza è una maggiore difficoltà nel gestire la manutenzione dei velivoli e un rallentamento delle operazioni, con ulteriore incremento dei costi. Il problema non riguarda solo i tecnici, ma anche i piloti e il personale di volo, sempre più difficile da reperire. Addestrare nuovo personale è costoso e richiede tempo, e anche questo pesa sul bilancio delle compagnie.
Il carburante sostenibile fa salire i prezzi dei voli
A partire da gennaio 2025, i voli in partenza dall’Unione Europea dovranno obbligatoriamente utilizzare almeno il 2% di SAF, il carburante sostenibile per l’aviazione. Questa misura è pensata per ridurre l’impatto ambientale del settore, ma ha un costo. Il SAF è molto più caro rispetto al carburante tradizionale e, secondo le stime, potrebbe far aumentare i prezzi dei voli intra-europei di circa 28 euro a tratta, con un incremento complessivo tra il 4% e l’8%. L’adozione dei carburanti alternativi è destinata a crescere negli anni a venire, con quote obbligatorie sempre più alte. Questo significa che l’effetto sul prezzo del biglietto non sarà temporaneo, ma strutturale.
Tutti questi elementi – scarsità di aerei, carenza di personale, aumento dei costi di manutenzione e obblighi ambientali – concorrono a delineare uno scenario ben preciso: i prezzi dei voli continueranno ad aumentare nei prossimi 24 mesi, e probabilmente anche oltre.
Per chi viaggia spesso, sarà fondamentale prenotare in anticipo, valutare scali più lunghi o flessibilità sulle date per risparmiare qualcosa. Le compagnie, dal canto loro, dovranno trovare un equilibrio tra sostenibilità, domanda e costi operativi. Ma per i consumatori la direzione è chiara: volare costerà sempre di più.
In sintesi.
• nel 2025 si supereranno i 5,2 miliardi di passeggeri, ma mancano nuovi aerei
• carenza di personale qualificato e manutenzione crescente spingono i costi
• l’obbligo del carburante sostenibile farà aumentare i biglietti fino all’8%.