Riforma pensioni 2022: Quota 102, ecco perché graverà su statali e autonomi

Per molti lavoratori privati gli scivoli garantiranno l’uscita a 62 anni. Quota 102 danneggia gli statali, ecco perchè.
3 anni fa
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Quota 102 è destinata a sostituire quota 100 nella prossima riforma pensioni. E’ tutta una questione di soldi che non si riesce a reperire (mentre per salvare le banche in crisi si trovano sempre).

Il governo Draghi ha proposto (e imposto) al Parlamento di andare avanti sulla eliminazione di quota 100 e Opzione Donna con il ritorno graduale alle regole Fornero. Passando appunto da quota 102 che prevede il pensionamento a 64 anni.

Quota 102 al posto di quota 100, chi paga il conto

Viene da domandarsi a questo punto chi pagherà il conto di quota 102 nella riforma pensioni.

 A parte i giovani lavoratori per i quali il governo non ha ancora speso una parola, questa riforma pensioni peserà in particolar modo sulle spalle di lavoratori autonomi, professionisti e statali.

Molti lavoratori dipendenti del settore privato godranno, infatti, anche nel 2022 degli scivoli pensionistici. Potranno lasciare il lavoro 5 anni prima rispetto ai 67 previsti, grazie ai contratti di espansione che i datori di lavoro stipuleranno col governo.

Lo stesso dicasi per quei lavoratori che potranno beneficiare degli assegni straordinari a valere sui fondi esuberi di banche e assicurazioni. Per finire con l’isopensione che consente l’uscita dal lavoro fino a 7 anni prima.

La beffa per gli statali nella riforma pensioni

Per i dipendenti pubblici, nessuno scivolo. Sarà quota 102, cioè diritto alla pensione anticipata a 64 anni con almeno 38 di contributi versati.

Potrebbero salvarsi coloro che rientreranno in Ape Sociale (in pensione a 63 anni) che verrà estesa a una più vasta platea di lavoratori usuranti. Magari in maniera flessibile, a seconda della gravosità e della durata del lavoro.

Ma non sarà una pensione a tutti gli effetti, come lo era quota 100. In ogni caso, l’uscita dal lavoro a 62 anni per gli statali resterà solo un nostalgico ricordo del passato. Così chi matura i requisiti previsti da quota 100 il 1 gennaio 2022 dovrà attendere due anni in più per andare in pensione.

Non è un caso che le proteste dei sindacati sono state veementi, anche perché quota 102 aprirebbe le porte al pensionamento anticipato solo a 10.000 lavoratori il prossimo anno. Una platea molto ristretta rispetto a quanto dovrebbe garantire la riforma pensioni.

Mirco Galbusera

Laureato in Scienze Politiche è giornalista dal 1998 e si occupa prevalentemente di tematiche economiche, finanziarie, sociali

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