Premio del Treasury sul Bund a 10 anni crollato a 150 punti base dai 220 di inizio anno. La risalita dei rendimenti tedeschi e, più in generale, europei si è accompagnata alla caduta di quelli americani. I decennali USA sono passati dal 4,57% al 4,20%, mentre i Bund offrono oggi il 2,70% contro il 2,36% di tre mesi fa. Per Padhraic Garvey, ricercatore regionale di ING per le Americhe, il differenziale può scendere sotto i 100 punti base e riportarsi ai livelli dei primi anni Duemila, quando in media si attestò ad appena 30 punti. Una novità tendenzialmente positiva per la qualità dei portafogli obbligazionari, come andremo a spiegare tra poco.
Treasury a rischio downgrade
Per l’analista la risalita dei rendimenti tedeschi arriverà fino al 3-3,50%. Il Treasury a 10 anni, invece, si stabilizzerebbe al 4,30%, praticamente poco sopra i livelli attuali. Sui titoli del debito americano grava il rischio di un terzo downgrade nella sua storia. Dopo S&P e Fitch, anche Moody’s si appresterebbe a rimuovere il rating tripla A. Del resto, l’Ufficio del Congresso per il Bilancio ha stimato che il rapporto debito/Pil negli USA rischia di esplodere fino al 250% al 2054 tra tagli alle tasse permanenti senza coperture finanziarie e aumento della spesa netta per interessi. Questa era solamente al 9% delle entrate federali nel 2021 e saliranno al 22% entro il 2035.
Portafogli obbligazionari di maggiore qualità
Cosa significa la compressione dello spread Treasury-Bund? I rendimenti americani risultano relativamente meno elevati di quelli europei. Questo spinge il mercato a inserire nei portafogli obbligazionari più bond in euro. E starebbe già avendo un altro effetto non secondario: l’aumento della qualità degli investimenti. Per troppi anni il denaro si era dovuto ingegnare per cercare di ricavare profitto dai bond nell’era dei tassi negativi.
Come? Spulciando tra le emissioni emergenti o restando sui mercati avanzati e puntando sulle emissioni “junk”, cioè a basso rating.
Ma ora che la risalita dei rendimenti offre la possibilità di ottenere un ritorno reale positivo dagli stessi Bund, la musica cambia. La Germania non è più quel mercato sovrano dove si perdevano soldi. E trattandosi di un emittente con rating tripla A, ciò significa che i portafogli obbligazionari sono e saranno in misura crescente rimpolpati di titoli di alta qualità. A maggior ragione che nei prossimi anni ve ne saranno di più a disposizione con le emissioni in deficit legate al riarmo tedesco e agli investimenti infrastrutturali.
Risalita dei rendimenti rischio per BTp
La risalita dei rendimenti può portare rischi e benefici anche per i titoli “non core” come i BTp. Se prevarrà un clima di propensione al rischio, molti degli investimenti in fuga da Oltreoceano affluiranno in Italia, dove i rendimenti risultano già più alti dei tedeschi e sotto i livelli americani per meno dello 0,40%. Con un cambio euro-dollaro atteso in crescita, occasione di acquisto. Diverso il discorso se a prevalere fosse l’avversione al rischio, magari a seguito dei dazi. In quel caso, un Bund al 3-3,50% comporterebbe la divaricazione degli spread di Italia, Francia, Spagna, ecc.
E questo può implicare un BTp a 10 anni anche prossimo al 5%, eventualità decisamente negativa per i nostri conti pubblici.
giuseppe.timpone@investireoggi.it