È stata una giornata di grandi manovre quella di ieri 14 gennaio, ma i titoloni sul nuovo Consiglio dei ministri se li prendono tutti i tagli alle scuole. Il Cdm ha affrontato temi chiave per il Paese, tra cui la riorganizzazione del sistema scolastico, nuove misure a supporto delle piccole e medie imprese e il rafforzamento delle politiche di coesione nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).
Tagli alle scuole, ecco il dimensionamento voluto
Tra i temi più dibattuti vi è stato il dimensionamento della rete scolastica, che mira a ottimizzare la distribuzione di dirigenti scolastici e direttori dei servizi generali e amministrativi (Dsga).
Per l’anno scolastico 2024-2025, il numero di dirigenti scolastici e Dsga sarà ridotto da 7.936 a 7.461, con un taglio di 475 unità. Nel biennio successivo, ulteriori riduzioni porteranno a un totale di 7.309 unità entro il 2026-2027. L’obiettivo è migliorare l’efficienza del sistema senza chiudere istituti scolastici, concentrandosi invece sulla riduzione dei vertici amministrativi.
Un punto critico è rappresentato dal rafforzamento delle misure relative agli esoneri e alla formazione delle classi nei territori che hanno già adottato il piano. Inoltre, sarà possibile proporre modifiche alla rete scolastica ogni anno, consentendo agli enti locali di adattarsi meglio alle esigenze del territorio.
Non solo tagli alle scuole, misure per le PMI: innovazione e supporto al lavoro
Il Consiglio dei Ministri ha anche approvato un disegno di legge annuale dedicato alle piccole e medie imprese (PMI), con interventi mirati a favorire l’innovazione, l’aggregazione e l’accesso al credito. Una delle novità principali riguarda i “mini contratti di sviluppo”, pensati per incentivare il settore della moda, un pilastro del Made in Italy.
- incentivi per le reti d’impresa, che permetteranno di rafforzare le filiere produttive;
- la creazione di centrali consortili per coordinare i vari attori economici;
- agevolazioni per l’assunzione di giovani fino a 34 anni.
Un elemento particolarmente innovativo è la cosiddetta “staffetta generazionale”. Questo sistema consente a lavoratori vicini al pensionamento di ridurre gradualmente l’orario di lavoro, trasferendo le proprie competenze a giovani assunti in sostituzione parziale, grazie a un part-time incentivato.
Fondi europei e politiche di coesione
Durante la seduta, è stato analizzato uno schema di decreto che definisce i criteri di ammissibilità per le spese legate ai fondi europei destinati alle politiche di coesione. Si tratta di un tema strategico per il rilancio economico, soprattutto in considerazione della scadenza del periodo di programmazione 2021-2027. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha sottolineato l’importanza di ottimizzare l’utilizzo dei fondi europei, mentre il Ministro per gli Affari Europei e il Pnrr ha evidenziato l’urgenza di accelerare i progetti in corso.
Il Consiglio dei Ministri ha chiuso i lavori con l’analisi di alcune leggi regionali e ha ribadito la necessità di garantire maggiore coordinamento tra le istituzioni locali e nazionali. Le riforme approvate rappresentano un passo importante per modernizzare il Paese, ma l’effettiva attuazione dipenderà dall’impegno delle Regioni e dalla collaborazione tra i diversi livelli di governo. Queste misure riflettono l’obiettivo del Governo di bilanciare rigore economico e crescita inclusiva, mirando a rafforzare il tessuto produttivo e a garantire una maggiore equità nell’accesso ai servizi fondamentali.
I punti cardine…
- Il Consiglio dei Ministri del 14 gennaio 2025 ha discusso il dimensionamento scolastico, con riduzione graduale di dirigenti e Dsga senza chiudere scuole.
- Approvato un disegno di legge per le PMI, con incentivi per reti d’impresa, assunzione di giovani e innovazioni come la “staffetta generazionale”.
- Esaminati criteri per i fondi europei, puntando a rafforzare le politiche di coesione e accelerare i progetti del Pnrr.